Futuro ancestrale
Secoli di devastazione capitalista e coloniale del pianeta e dei suoi abitanti hanno prodotto la crisi ecologica, politica e sociale in cui ci troviamo ormai da tempo. I miti del progresso e dello sviluppo che sono alla base del progetto distruttivo della modernità hanno cancellato i legami che ci uniscono agli altri esseri viventi, riducendo la Terra a un bacino di risorse da mercificare.
Nei saggi raccolti in Futuro ancestrale Ailton Krenak attinge dal pensiero indigeno e da altre cosmovisioni tradizionali per esortarci a prendere coscienza una volta per tutte dei danni causati dall’antropocentrismo, da una visione del futuro fondata sullo sfruttamento e l’oppressione di altri esseri, umani e non. E ci invita a immaginare un altro futuro, un futuro ancestrale, già presente nel qui e ora in ciò che esiste attorno a noi.
Con un linguaggio profondamente poetico, che possiede il ritmo e la gentilezza dell’oralità, Krenak ci ricorda che le piante, gli animali, i fiumi che con noi abitano il pianeta ci riconnettono al nostro passato e, rivelando i cicli vitali della Terra, ci aiutano a ripensare i modi per conservare e recuperare la vita.
Prefazione di Paolo Pecere.
Traduzione di Dea Merlini. Ricerca e organizzazione di Rita Carelli.
Ailton Krenak (1953) è poeta, scrittore, filosofo e attivista. Nel 2024 è divenuto il primo membro indigeno dell’Accademia Brasiliana delle Lettere. Nel 2016 è stato insignito del titolo di professore honoris causa dalla Universidade Federal Juiz de Fora, dove ha insegnato Cultura e storia dei popoli indigeni e Arti e mestieri dei saperi tradizionali. Ha pubblicato, tra gli altri, Idee per rimandare la fine del mondo (2019, Aboca 2020) e A vida não é útil (2020).
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Krenak sta scrivendo un capitolo fondamentale della storia del Brasile, una contro-storia e una contro-antropologia indigene che hanno come oggetto la cultura dominante dello Stato-nazione che ha colpito i popoli originari di questa parte del mondo.
EDUARDO VIVEIROS DE CASTRO
Krenak non propone soluzioni, ma una sfida. La sua critica al capitalismo e al paradigma dello sviluppo sfocia nella proposta di rafforzare i rapporti sociali con gli esseri viventi, per sviluppare una visione del mondo che metta al centro la natura nella sua pienezza.
NEW YORK TIMES
Lucida ed eloquente, la voce di uno dei più importanti leader indigeni emersi nelle Americhe è chiara e sempre ottimista.
LATIN AMERICAN REVIEW OF BOOKS
- 11 x 17 cm
- 108
- IT
- 2025
- 978-88-8056-313-6